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inflazione in aumento, crescita più debole

Il commissario europeo all'Economia, Paolo Gentiloni, durante una conferenza stampa a Bruxelles, 5 novembre 2020.

Alcuni mesi fa, gli economisti temevano una nuova ondata di Covid-19. È stata la guerra in Ucraina, iniziata il 24 febbraio, a scuotere le loro previsioni. Lunedì 16 maggio la Commissione Europea ha presentato le sue nuove proiezioni, che dipingono uno scenario molto meno ottimista. Ora si aspetta che il prodotto interno lordo (PIL) cresca del 2,7% nel 2022 e del 2,3% nel 2023 nell’Unione Europea (UE) e nella zona euro. A febbraio, le ultime previsioni prevedevano una crescita del 4% nel 2022 e del 2,8% (2,7% per la zona euro) l’anno successivo.

I Ventisette continuano a raccogliere i frutti della ripresa post Covid e del piano europeo per la ripresa da 750 miliardi di euro. Ma la situazione è cambiata drasticamente dall’inverno del 2021. L’11 novembre Paolo Gentiloni, assessore all’Economia, si è definito“eccezionale” le prospettive per l’economia europea, aggiungendo che tale situazione “non sarebbe riapparso presto, forse un giorno prima” [sa] generazione” e incoraggiare gli Stati membri dell’Unione ad approfittarne per riformarsi. L’aggressione di Putin, al di là della devastazione che sta provocando in Ucraina, ha smorzato le sue speranze.

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Inoltre, l’aumento delle carceri in Cina di fronte alla recrudescenza della pandemia, in particolare a Shanghai, sta accentuando le difficoltà di approvvigionamento del settore e pesando sul commercio mondiale. Per la Germania, che ha mantenuto importanti legami economici con la Russia, è una doppia punizione: dovrebbe crescere dell’1,6% nel 2022 e del 2,4% nel 2023. La Francia, la cui attività dipende meno dal commercio estero e più dai consumi interni, se la cava meglio a breve termine (3,1% nel 2022), ma non oltre (1,8% nel 2023).

Il mercato del lavoro deve resistere al vento contrario

Mentre i prezzi dell’energia erano già aumentati con la ripresa post-pandemia, la guerra li ha portati a nuovi livelli e il conseguente aumento dell’inflazione dovrebbe richiedere più tempo del previsto. Soprattutto perché il conflitto in Ucraina ha esacerbato le interruzioni dell’offerta che l’industria europea aveva già affrontato prima del 24 febbraio e ha portato a tensioni nei mercati agroalimentari. A questo proposito, la Commissione prevede ora un aumento dei prezzi della zona euro del 6,1% (6,8% nell’UE) nel 2022, con un picco del 6,9% nel secondo trimestre, e del 2,7% (3,2% nell’UE) nel 2023.

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