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La lenta conversione dello scooter alla mobilità elettrica

Non tutti vogliono guidare uno scooter elettrico – ancora – ma questa opzione potrebbe essere imposta prima di quanto pensiamo. Introdotto molto tardi per l’auto, gli standard ambientali stanno iniziando a recuperare terreno con le due ruote. Nella regione di Parigi, motocicli e scooter precedenti al luglio 2004 (adesivo crit’air 4) sono in linea di principio vietati e dal 2023 quelli precedenti al 2007 (Crit’air 3) sono indesiderabili. A questo va aggiunta l’introduzione, da settembre, dei parcheggi a pagamento per le due ruote con motore termico nella capitale. Nelle altre aree urbane, anche l’entrata in vigore delle zone a basse emissioni, o ZFE, contribuirà ad inasprire le condizioni al contorno nel medio termine.

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Questo vizio, che stringe e incoraggia il passaggio all’elettrico, ha finora poco ispirato i maggiori produttori giapponesi ed europei, che per la maggior parte offrono solo modelli piccoli con una bassa autonomia pari ai 50 cm3 termiche, un segmento dominato dai marchi cinesi. Peugeot assembla la e-Ludix in Francia (2.599 euro, 50 km di autonomia), il cui telaio è prodotto in India, e Yamaha lancerà la Neos questa estate (3.199 euro, 37 km di autonomia). Nuovi protagonisti come il brand austriaco Horwin, che importa dalla Cina la EK3 (una 125 cm3 3.690 euro), iniziano ad occupare il terreno. D’altra parte, Honda, la numero uno al mondo, non ha niente in programma per il momento.

La BMW appare come una sorprendente eccezione in questo panorama. Già nel 2014 l’azienda tedesca ha lanciato la C-Evolution, una macchina di grande successo, disponibile negli equivalenti da 125 e 400 cm3, ma troppo caro (da 15.000 euro). Ora che l’elettrificazione delle due ruote urbane sta diventando una realtà tangibile, BMW torna con una nuova proposta. Il CE 04 è progettato per i viaggi urbani e suburbani. Per questa seconda generazione, il marchio bavarese non ha optato per la continuità.

In attesa di un’offerta accessibile

Il CE 04 è uno scooter, ma difficilmente lo somiglia. Molto lunga (2,28 m) per ospitare le sue batterie in senso longitudinale, il che non sempre rende più facile se si vuole parcheggiare perpendicolarmente al marciapiede, questa macchina con sedile verticale e rivestita da una carenatura così minimalista che risulta angolare come nessun altro. Abbastanza basso, si adatta a tutte le taglie e dispone di molteplici vani portaoggetti, anche se il volume occupato dai cavi di ricarica impedisce di poter ospitare più di un casco nel mini box centrale.

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