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le misure di inflazione del governo hanno avvantaggiato prima i ricchi

Nubi scure si stanno addensando sull’economia francese. Dopo la lenta crescita nel primo trimestre, l’inflazione ha continuato a salire al 4,8% ad aprile, dal 4,5% di marzo secondo gli ultimi dati provvisori dell’INSEE† I prezzi dell’energia continuano a spingere al rialzo l’indice generale dei prezzi, ma in misura minore rispetto al primo trimestre. “Il contributo principale di gran lunga rimane quello dell’energia, ma in leggera diminuzione. Aumentano invece i contributi di cibo, manufatti e servizi” Il direttore aziendale di INSEE Julien Pouget ha riassunto. Lo scoppio della guerra in Ucraina alla fine di febbraio ha quindi provocato un’onda d’urto nell’economia europea.

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Di fronte a questi aumenti di prezzo, il governo ha moltiplicato gli annunci degli ultimi mesi (scudo tariffario su gas e luce, 18 centesimi di sconto alla pompa) per limitare i danni al portafoglio francese. Innanzitutto va tenuto presente che l’inflazione in Francia è stata relativamente contenuta rispetto ad altri paesi europei. I dati Eurostat più recenti diffusi pochi giorni fa mostrano differenze particolarmente evidenti all’interno del Vecchio Continente.

Dietro l’aumento medio del 7,5% dell’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA che consente confronti internazionali), esistono enormi differenze tra, ad esempio, i paesi baltici (Estonia al 19%, Lituania al 16,6%) e Francia (5,4%; l’IPCA è leggermente superiore all’indice dei prezzi misurato dall’INSEE per motivi metodologici).

Nonostante questa inflazione a tre colori più contenuta, le misure adottate dall’esecutivo, secondo un recente studio dell’azienda Asteres, sono state particolarmente vantaggiose per le famiglie in cima alla piramide. Mentre Emmanuel Macron ha promesso nuove misure di potere d’acquisto durante la campagna presidenziale prima dell’estate, il prossimo governo dovrà essere particolarmente vigile nel prendere di mira nuove misure se non vuole affrontare una rivolta sociale nelle prossime settimane.

+68 euro potere d’acquisto per il 10% più ricco

In media, la società Asterès stima che le misure adottate dal governo abbiano consentito di aumentare il potere d’acquisto dei francesi di 52 euro ad aprile. Dei 52 euro, lo scudo tariffario ha fruttato un utile di 36 euro sull’elettricità e 8 euro sul gas. Per quanto riguarda lo sconto alla pompa, ad aprile i francesi sono riusciti a risparmiare 8 euro sul proprio conto.

Ci sono ancora grandi differenze tra le famiglie. Per tutti coloro che appartengono al primo decile della popolazione, il guadagno è di circa 38 euro a nucleo familiare. All’altra estremità dello spettro, il profitto osservato è di 68 euro per famiglia. Questa discrepanza non è davvero sorprendente “perché più le famiglie sono ricche, più consumano questi prodotti”, sottolinea il gabinetto.

Tra i due, i ceti medi hanno beneficiato di un aumento del potere d’acquisto compreso tra 48 e 56 euro. Ricordiamo che gli individui dell’ultimo decile hanno un tenore di vita di 39.900 euro all’anno contro 11.600 euro del 10% più povero. secondo gli ultimi dati dell’INSEE. Non sorprende che le misure del governo ritenute “costose” e “mal dirette” da diversi economisti durante l’inverno siano state in gran parte rettificate.

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1,6 punti in meno di inflazione ad aprile

Secondo i calcoli della società, le tre misure sopra citate potrebbero comunque consentire di ridurre l’inflazione di 1,6 punti, già ad aprile. Nel dettaglio, lo scudo prezzo ha contribuito a contenere il rialzo dell’indice dei prezzi di 0,9 punti per il prezzo del gas e di 0,4 punti per quello dell’energia elettrica. Per quanto riguarda i prezzi di questi combustibili, lo sconto alla pompa di 18 centesimi avrebbe ridotto l’inflazione di 0,3 punti. In definitiva, lo scudo tasso rappresenta circa i due terzi del sistema di ammortamento. Senza uno scudo tariffario i prezzi dell’elettricità (+34%) e del gas (+18%) sarebbero saliti alle stelle secondo INSEE.

In una nota molto dettagliata presentata lo scorso marzo, gli statistici dell’istituto pubblico avevano modellato gli effetti dello scudo tariffario sull’indice dei prezzi al consumo. Senza un tale dispositivo, l’inflazione sarebbe salita al 5,1% nel febbraio prima della guerra, dal 3,5%. In definitiva, il governo è riuscito a contenere l’inflazione senza davvero limitare gli effetti particolarmente dannosi di un tale aumento sulla disuguaglianza delle famiglie.

Prospettiva nuvolosa

Il susseguirsi di crisi (pandemia, guerra in Ucraina, problemi di approvvigionamento) ha oscurato notevolmente le prospettive economiche del vecchio continente. Sul versante degli affari, il divario tra il settore dei servizi e quello manifatturiero nell’eurozona si sta allargando.

L’ultimo indice composito PMI (industria e servizi) rivelato mercoledì 4 maggio, mostra che il tessuto produttivo è diventato sempre più duro, in particolare dall’inizio dell’anno, quando il settore terziario sembrava tenere. In Francia, le famiglie potrebbero frenare la spesa per consumi. Nelle sue ultime previsioni, l’INSEE prevedeva già un calo del potere d’acquisto nel primo semestre.

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Allo studio un nuovo pacchetto potere d’acquisto

Di fronte a questo aumento della febbre dei prezzi dell’energia, la Banca centrale europea sembra esitare. Un inasprimento troppo rapido della politica monetaria potrebbe frenare la crescita già danneggiata nel primo trimestre. Allo stesso tempo, il governo sta già preparando un bilancio rettificativo da presentare in estate. In questo nuovo PLFR sono già allo studio diverse misure per limitare le conseguenze di questo aumento dei prezzi sui bilanci delle famiglie. Il primo riguarda una misura di accompagnamento per gli high rollers sotto forma di assegno o di credito d’imposta.

Questa misura più mirata permetterebbe di intensificare gli sforzi per le famiglie più svantaggiate dagli spostamenti motorizzati o più lontane dal lavoro. Emmanuel Macron ha anche menzionato un nuovo buono alimentare, la possibilità di indicizzare i minimi sociali sull’inflazione e indicizzare le pensioni da luglio. L’esecutivo si prepara anche ad estendere lo scudo tariffario oltre giugno.

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