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Una severa correzione su Wall Street, che ricorda lo scoppio della bolla di internet

La statua della Fearless Girl, dell'artista Kristen Visbal, è drappeggiata nella bandiera dell'Ucraina, a seguito di una protesta davanti alla Borsa di New York, il 4 maggio 2022.

Un sondaggio sull’inflazione ad aprile migliore del previsto potrebbe calmare i mercati, ma la tendenza rimane: Wall Street sta subendo una grave correzione, simile allo scoppio della bolla delle dotcom nel 2000. Il Nasdaq, la società tecnologica ricca di indici, 25% ha perso dall’inizio del 2022, mentre l’S&P 500 è in calo del 16%. Questo indice ha registrato il suo peggior inizio annuale dal… 1932. I trader cercano di rassicurarsi e notano che in questi casi il mercato azionario si riprende. La scommessa non è sicura, Wall Street, ad esempio, ha continuato a precipitare nel 1974 (-30% nell’anno), dopo il primo shock petrolifero, quando il pianeta ha scoperto la stagflazione.

La situazione attuale non è poi così lontana, in quanto la Federal Reserve (Fed), la banca centrale statunitense, deve aumentare i suoi tassi per contenere l’inflazione di circa l’8,5%, la più alta dal 1981. E all’orizzonte non ci sono altro che cattive notizie, che si tratti del blocco in Cina, della guerra in Ucraina, delle strozzature nell’economia e della carenza di manodopera, che ostacolano una sana ripresa.

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Wall Street riscopre una regola ferrea: il valore di un titolo è direttamente correlato ai tassi di interesse. Più alto è quest’ultimo, meno valgono i profitti futuri delle aziende. Le azioni erano aumentate vertiginosamente con il denaro gratuito distribuito dalle banche centrali e dai governi. L’era di riportare in vita l’inflazione è finita. Il rendimento a 10 anni, sceso allo 0,5% a luglio 2020, è risalito al 3,2% il 9 maggio, determinando il peggior giorno del mercato azionario in due anni. La correzione è quasi completa? Tutto dipenderà dall’evoluzione dei tassi di interesse a lungo termine, a loro volta legati all’aumento dei prezzi. Se continua a salire, i tassi potrebbero dover superare l’inflazione, al netto di energia e cibo, di oltre il 6,5%. Sarebbe un prezzo per azioni in più.

In realtà, la correzione in questa fase è relativamente modesta. Il Nasdaq è ancora del 5% sopra il livello raggiunto nell’ottobre 2020, poco prima della scoperta dei vaccini contro il Covid-19, e guadagna ancora il 20% dai livelli pre-pandemia. Logicamente i “valori di contenimento”, oggetto di ogni speculazione, sono andati in frantumi e non si riprenderanno: l’azione Zoom (applicazione per videoconferenza) è passata da un massimo di 591 dollari (560 euro) di fine 2020 a 90 dollari; quello di Moderna (vaccini) era diviso per tre, quello di Netflix per quattro e quello delle cyclette Peloton per tredici.

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