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il comico in cinque dei suoi ruoli cinematografici più importanti

Scomparso mercoledì 13 aprile, l’attore Michel Bouquet lascia un’impronta indelebile nel teatro francese, ma anche nel cinema. In prima linea sul palco, è uno dei più grandi ruoli secondari del cinema, ma non solo. La sua voce, il suo timbro e la sua dizione unici si trasformano anche in una silhouette riconoscibile tra tutti, per François Truffaut, Claude Chabrol o Gérard Guédiguian.

“La sposa era in nero”

Nel 1967, il co-iniziatore della New Wave, François Truffaut, affida a Michel Bouquet il ruolo di un uomo appena sposato, ucciso a colpi di arma da fuoco all’uscita della chiesa dagli assassini di un complotto fallito. La sua vedova, Jeanne Moreau, si mette in cammino e applica la sua vendetta, un pretesto per evocare cinque visioni della donna ideale. L’attore incarna uno dei suoi rari ruoli da vittima e imprime al film un’eleganza borghese che rimarrà con lui.

“La donna infedele”

Fu l’altro piantagrane della New Wave, Claude Chabrol, che nel 1969 offrì a Michel Bouquet di esibirsi in La donna infedele un marito tradito che uccide l’amante di sua moglie, Stéphane Audran. Michel Bouquet ha sicuramente un tragico destino con le donne. Incarna attraverso la sua silhouette, il suo aspetto, la sua presenza, il suo carattere più gelido. Chabrol è lieto di avere un tale attore come personificazione della borghesia di cui ha fatto il ritrattista.

“Totò l’eroe”

Il regista belga Jaco van Dormael riporta Michel Bouquet al cinema nel 1990, un po’ dimenticato, in Totò l’eroe† Interpreta un anziano che ricorda la sua infanzia, ossessionato dalla convinzione di non essere stato cresciuto dai suoi veri genitori. Il film ha dovuto rilanciare la presenza dell’attore nel cinema fino alla fine della sua vita, il suo ultimo film è stato cerimonia segreta di Tatiana Becquet-Genel in uscita il 22 giugno 2022.

“renoir”

Michel Bouquet, spesso identificato con personaggi oscuri, persino machiavellici, è per Gilles Bourdos nel 2012 Renoir, pittore della luce nei suoi ultimi mesi. La somiglianza è spettacolare e la vita interiore del pittore, quando riesce a malapena a muoversi, è ritratta da Bouquet con una tavolozza che va dalla gioia alla rabbia e alla rassegnazione.

“Il viandante del Campo di Marte”

Raro film biografico politico francese, Il camminatore del Campo di Marte di Gérard Guédiguian nel 2015, Michel Bouquet vede alla fine della sua vita incarnare François Mitterrand, come Renoir prima. La fine di un regno in disuso, dove Bouquet trasmette questa freddezza che spesso personificava. La “Sfinge” traspare nel ritratto e l’attore riceve il César come miglior attore per il ruolo nel 2006.

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