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Louis de Funès: 5 cose da sapere su questa icona assoluta della commedia – Actus Ciné

Icona della commedia francese che ha regalato molte ore al cinema francese, il campione indiscusso del botteghino nazionale, Louis de Funès resta una scommessa sicura per i canali televisivi che ritrasmettono i suoi film. Ecco 5 cose che dovresti sapere sull’attore.


Un castagno innaffiato al limite dai canali televisivi per decenni, una vera martingala per un pubblico generoso quando regolarmente ha lo stomaco molle nei palinsesti, è dire poco che Louis de Funès sia una scommessa ultra sicura per la televisione.

Sono innumerevoli le repliche dei suoi film, tra la saga dei Fantômas e il Gendarme di Saint Tropez, Le Corniaud, La Folie des grandeurs, Le avventure di Rabbi Jacob, L’ala o la coscia, e ovviamente il classico assoluto, La Grande Vadrouille. Una mappa sistematica del pubblico per ciascuna delle sue trasmissioni. France 2 ne ricorda i bei ricordi da quando il canale trasmette il film esattamente il 17 aprile…

E se hai ancora dei vaghi dubbi sul potere rigenerante e rassicurante di Louis de Funès sul pubblico, te lo ricorderemo. Nel 2020, al culmine della pandemia di Covid-19, tra marzo e aprile, le tv hanno bloccato la maggior parte dei suoi film al pubblico condannato a restare a casa.

Il risultato ? Una rapina: 50 milioni di spettatori si sono radunati per i suoi film durante la prima carcerazione, stabilendo un record per megalomaniain onda il 12 aprile 2020 su France 2, davanti a 5,3 milioni di spettatori. il grande mocio † 5,1 milioni. Rabbi Giacobbe † 4,1 milioni!

“Le battute d’arresto, le persone le trovano abbastanza presto. Risate, ne avremo sempre bisogno!” disse Louis de Funes. Parole di saggezza… Ecco cinque aneddoti su questa icona assoluta della commedia francese.

Preoccupazioni e paure per il domani

Esordito al cinema nel 1945 alla tarda età di 31 anni, l’attore non conoscerà l’ordinazione fino al 1964, all’età di 50 anni, con la prima parte della saga di Conestabile di Saint Tropez† I cinque sequel, i tre Fantôma, i quattro film con Gérard Oury hanno messo per un po’ De Funès in cima al botteghino. Il pubblico ama le sue smorfie, il suo viso elastico, le sue espressioni facciali ei suoi gesti. Tuttavia, dal suo inizio difficile e da questa svolta molto tardiva, Louis De Funès continuerà ad essere molto preoccupato per il giorno successivo, che lo porterà a correre solo un minimo di rischi.

Fu certamente traumatizzato anche dalla morte del padre, che tuttavia si suicidò per sfuggire al fallimento. Louis de Funès nasconderà anche una cassa piena di lingotti d’oro nel giardino del suo castello a Clermont. In “Louis de Funès dalla A alla Z”, Bertrand Dicale racconta che nel 1968, sul set di Gendarme, de Funès si sposò: il malcontento nella capitale aumenta. Quindi ordinò al regista Jean Girault di dissotterrare le sue canne. Si potrebbe quasi credere che il Funès sia ancora sotto l’influenza di Don Sallustio megalomania

Era un pianista jazz

Louis de Funès, che divenne famoso in età avanzata, non sempre si guadagnava da vivere con la sua professione di attore. Tra due spettacoli, è stato in particolare un pianista da bar. Avviato a questa disciplina dalla madre fin da piccolo, aveva iniziato la sua carriera nel cabaret, sotto l’occupazione. In un’intervista racconta le sue estenuanti serate al “Club de Paris”, dove ha potuto suonare per 12 ore di seguito: “Alle 5:30 del mattino, quando mi sono svegliato, mi sono sentito come se fossi Erich Von Stroheim in The Great Illusion. Sono stato cementato nella forma dello sgabello”.

Ecco una panoramica del suo talento, nel film Come un capello sulla zuppa, uscito nel 1957:

Ha sostenuto l’agricoltura biologica ben prima del suo tempo

Lontano dal trambusto dei set cinematografici, Louis de Funès non amava altro che tornare a casa, percorrere i sentieri del parco del suo castello e dedicarsi soprattutto a quella che per lui era una passione: il giardinaggio, inoltre, da un in tenera età, intorno ai 5-6 anni. Un piacere semplice e modesto, in cui godeva dell’armonia della natura e della tranquillità. Il suo (grande!) orto è stato per lui un enorme motivo di orgoglio, al punto che ha persino – seppur modestissimo – accettato in casa di una macchina fotografica da giornalista per discutere di questa passione.

Abbiamo avuto modo di guardare questo bellissimo video dell’INA, una clip dello spettacolo Vivere nel verdein onda il 26 maggio 1979. “Mangio tutto quello che coltivo! Non ci sono prodotti chimici nel mio giardino! Mi faccio il mio fertilizzante, con paglia e alghe” dice, contemplando la sua produzione.

Ammirabili parole di saggezza, soprattutto se consideriamo che era contrario al discorso agricolo dell’epoca, che utilizzava enormi quantità di fertilizzanti chimici per aumentare drasticamente i raccolti, con le devastazioni che conosciamo oggi…

Ha quasi interpretato il fratellastro di Hitler

La carriera di Louis de Funès avrebbe potuto essere arricchita un po’ di più da numerosi progetti cinematografici negli anni ’60 e ’70 che non sono mai decollati. tra un Fantasmi a Moscaun film con i Charlotte intitolato Grazie capo! accompagnato dall’allora protagonista Christian Fechner; una reunion fallita nel 1977 con Georges Lautner con il quale ha girato Des Dandelions by the Root nel 1964; o anche a Louis de Funès in divisa da dittatore responsabile di una serie di falsi attacchi a se stesso in Il coccodrillo, che dirigerebbe Gérard Oury, la lista è lunga. L’abbiamo regalato qui

Uno di questi progetti abortiti è stata la sua partecipazione al film cult Papy fait de la Résistance con il team Splendid. L’attore aveva visto la commedia di Christian Clavier e Martin Lamotte e voleva far parte del suo adattamento cinematografico. Il flusso era andato molto bene con Jugnot, Clavier, Lhermitte e gli altri membri della truppa quando li ha incontrati.

Prima si parlava di lui che interpretava il nonno, poi un veterano della prima guerra mondiale che viveva in una capanna. Ma fu alla fine per mettersi nei panni del fratellastro di Adolf Hitler che fu scelto. Morto per un infarto il 27 gennaio 1983, all’età di 68 anni, de Funès non si rese mai conto della sua partecipazione. È stato Jacques Villeret ad ereditare il suo personaggio, mentre il ruolo del nonno è caduto nelle mani del suo complice di lunga data, Michel Galabru. Il film è dedicato anche ai Funès.

Rapporti a volte molto tesi con i suoi partner

Re della commedia, Louis de Funès ha comunque avuto rapporti complicati, a volte anche molto tesi, con i suoi compagni di gioco: il primo era Jean Marais in Fantômas, il secondo si rammaricava che la commedia rubasse la scena. Un’altra storia: De Funès si è scontrato con Jean Lefebvre durante le riprese di Les Gendarme, in particolare su Le Gendarme en promenade (l’ultimo Gendarme prima di Lefebvre).

Raccontiamo i suoi complicati incontri con altri grandi attori, ognuno dei quali cerca di tirare fuori la copertura per se stesso. Questo è stato il caso di Fernandel per Le Mouton à cinq pattes, o con Jean Gabin in Le Tatoué† Mentre aveva il sopravvento sul suo partner in La Traversée de Paris (1956) e Le Gentleman d’Epsom (1962), questa volta Jean Gabin ha dovuto comporre alla pari con Louis de Funès. Questa riunione al vertice tra due mostri sacri si trasformerà rapidamente in una battaglia dell’ego, con molti aggiustamenti alla sceneggiatura del film di cui i due attori hanno bisogno.

“Sono due attori con stili completamente diversi”, disse all’epoca sul set Denys de la Patelliere, il regista del film. “È il fascino e la difficoltà di questo incontro: la loro tecnica di recitazione è diversa. Jean Gabin è abituato a recitare cose molto precise, molto pianificate in anticipo, con un guasto tecnico che ha visto e conosce bene. Molto bravo, con reazioni su certe parole».

E per aggiungere: “De Funès è la spontaneità stessa, trovare le cose durante lo spettacolo e anche da uno sguardo all’altro. Se ricominciamo le scene, trova cose nuove, ed è importante non ostacolarlo nelle sue scoperte, quanto è importante È che Gabin gli piace anche la sua recitazione”.

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