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pittura delle emozioni, una sfida artistica attraverso i secoli

Da diversi anni ormai il Musée Marmottan Monet, a Parigi, lavora in maniera fissa. Solitamente alterna mostre di cui l’Impressionismo è più o meno soggetto – la sua collezione di dipinti illustri di Monet e la sua reputazione lo obbligano a farlo – e mostre che lo fanno, su temi molto diversi, escursioni in altre direzioni e altri tempi. Funziona così” Julie Manet che deriva dal primo genere, “Il teatro delle emozioni”, che deriva dal secondo.

L’idea principale non è nuova: mostrare come, dalla fine del Medioevo al XXe secolo, l’espressione dei sentimenti ha acquisito intensità e rilievo, al punto da diventare uno dei soggetti essenziali della pittura, del disegno o di qualsiasi altra arte della rappresentazione.

A prima vista, il volto di una donna o di un uomo sembra impassibile e le loro situazioni – l’annuncio di un matrimonio, per esempio – sono indicate da codici simbolici – un fiore tra le dita della sposa in questo caso.

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Questi sistemi perdono la loro autorità nella seconda metà del XVe secolo, e uno degli esercizi preferiti dagli artisti diventa presto quello di suggerire emozioni, passioni o pensieri attraverso lo sguardo, il viso, la postura e i gesti di chi li mostra. Per Lucas de Leyde (1494-1533), Albrecht Dürer (1471-1528) o Leonardo da Vinci (1452-1519), questa concezione dell’espressione umana è già chiara: la pittura o l’incisione invitano a dedurre da un broncio o da un certo lampo dell’occhio cosa ha in mente la modella.

Varietà e sorprese

Se citiamo questi tre invece di altri loro contemporanei, che sono nel loro stesso processo di scoperta, è perché alcune loro opere sono poste all’inizio del viaggio. persone sposate del primo deriva da uno studio psicologico, proprio come quello violento del secondo e quello Monna Lisapresente tramite copia, probabilmente del XVIIe secolo, di ottima qualità.

Da questa introduzione alla fine del viaggio, che equivale a: Christian Boltanskic (1944-2021), la mostra rispetta due principi: da un lato, la sequenza di una manifestazione storica poco in discussione e che procede per categorie di emozioni, dall’altro, la varietà di esempi che si mettono insieme. Questo può essere spiegato in due modi. Uno, didascalico, è il desiderio di presentare pezzi poco conosciuti di artisti altrettanto poco conosciuti o, al contrario, molto famosi per via di altri delle loro creazioni. La seconda, più banale, è che al giorno d’oggi sta diventando sempre più difficile ottenere in prestito opere famose dai musei che le custodiscono: questioni di assicurazioni, trasporti, situazioni politiche, ecc. Meno riprodotte e meno ricercate, altre tele sono quindi più accessibili e consentono anche sorprese.

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