in

un giovane disorientato che cerca la sua strada

Labidi (Aurelien Gabrielli) in

LA VISTA DEL “MONDO” – DA VEDERE

Il primo lungometraggio di Louda Ben Salah-Cazanas, presentato alla Berlinale 2021, porta un titolo simile a un libro di Nicolas Mathieu, I loro figli dopo di loro (Actes Sud, Premio Goncourt, 2018). Come quest’ultimo, ha la volontà di scrivere la storia intima e politica di un giovane che deve trovare la sua strada in un mondo di bruti, al crocevia delle difficoltà. Qui un disertore di classe, una storia d’amore in erba e la vita di un artista. Ma a differenza del primo, che segue un gran numero di personaggi nella Francia orientale, Il mondo dopo di noi si affeziona a un giovane innamorato a Parigi.

Originario di Lione, dove i suoi genitori gestiscono un caffè, Labidi si è recato nella capitale per pubblicare un romanzo sulla guerra d’Algeria, riecheggiando la storia della sua famiglia, da parte di padre. È lì, tra lavori saltuari e avanzi strappati, che cerca di conciliare sogni di riconoscimento, vita matrimoniale e mezzi finanziari. Mentre il film dipinge un quadro dell’era del subappalto generale, Labidi, come fattorino di Deliveroo e venditore di occhiali, rimane sulla soglia dei suoi ruoli e si pone come spettatore nei confronti dei suoi capi e dei suoi clienti, lui che nutre il sogno di diventare un artista e un buon marito.

Quindi, in modo più romantico, sceglie di gettarsi sotto un camion o di commettere un furto con scasso per guadagnare di più dall’assicurazione e dare alla sua amata, ancora studentessa, una vita più confortevole. Se lo sguardo tenero del regista trova soddisfazione in questo passo laterale, il suo modo di aggirare gli angoli della precarietà non permette di portare fino in fondo la critica sociale, ma riesce a spostare il film in un luogo più intimo.

Conversazioni aeree intense

A basso rumore e attraverso gli schermi, Il mondo dopo di noi solleva la questione centrale del transfert con ciò che esso comporta di debito e debito. Metà francese metà algerina – “ma non mi è visibile”dice – Labidi lascia il suo romanzo sulla guerra per parlare delle sue imprese quotidiane. Mentre si potrebbe temere questa doppia scelta di autofiction e film nel film (fortemente ispirato alla vita del regista), Il mondo dopo di noi sviluppa un senso di nostalgia mentre confronta l’infanzia di Labidi con quella dei suoi genitori: gli andirivieni del giovane tra Lione e Parigi suscitano un intenso grido d’aria che lo lega al primo viaggio del padre dall’Algeria alla Francia.

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