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una ragazza che cerca suo padre, mafioso

Chiara, una ragazza calabrese di 15 anni, interpretata da Swamy Rotolo.

LA VISTA DEL “MONDO” – DA NON PERDERE

Nato a New York trentotto anni fa, Jonas Carpignano vive in Sicilia, ma il suo lavoro è radicato in Calabria, più precisamente nella città di Gioia Tauro. Un’opera che attualmente comprende tre lungometraggi, febbrili e magnifici, usciti all’insegna della fiction documentata. mediterraneo (2015), a Ciambra (2017), a Chiara (2022). Il primo ha seguito il viaggio, dall’Africa alla Calabria, di due giovani emigrati dal Burkina Faso, diventati raccoglitori di arance, tra speranze di salvataggio e attacchi razzisti. Il secondo ha realizzato Pio Amato, un focoso adolescente rom, il cui personaggio è coinvolto in ogni tipo di traffico, da personaggio secondario nel film precedente a personaggio principale.

In questo terzo film, il regista preferisce aprire un nuovo asse, come nel precedente, sul tragico intreccio di miseria e violenza. Questo asse è quello della mafia vera e propria, ma da un certo punto di vista quello di una ragazza che cerca il padre. Chiara, un’adolescente viziata prima di essere brutalmente messa alla prova, una giovane bruna dagli occhi fumanti, ne è l’epitome. Si comincia con una festa di compleanno, quella della sorella maggiore, Giulia, 18 anni, in una locanda. Calore del clan. Amore che circola. Musica che inebria. I genitori degli angeli. Tuttavia, qualcosa seminerà molto rapidamente una sorta di disagio, che suscita sospetti nello spettatore.

Aspetto di una bestia braccata

La figlia maggiore, felicissima, chiede al padre, a imitazione di molti altri, di tenere un discorso in suo onore. Si rifiuta. Per imbarazzo, si pensa all’inizio. Lei insiste. Scivola di nuovo. Insiste di nuovo, ma c’è qualcosa di terrificante sul viso del padre in questo momento. Qualcosa tra rabbia e paura, lo sguardo di un animale braccato suggerisce che l’impossibilità in questione qui si riferisca all’esistenza di un altro mondo, un’altra legge, tacitamente ammessa e molto più formidabile di quelle che ci è stato dato di vedere.

Chiara non smetterà mai più di vederlo, di affrontarlo, di sentire dalla sua bocca
la nuda verità

L’intero film è in questa ripresa. Più precisamente, nell’esitazione che provoca tra l’apparenza di una società civile e la realtà di un mondo soggetto a regole infinitamente più primitive e crudeli. Vita ufficiale contro vita criminale. La legge della società contro la legge del silenzio. La dignità e il potere dei padri contro la loro caduta. Fino ad allora impreciso, volutamente vago e diffuso, al punto da chiedersi da dove provenga, il film improvvisamente si precipita e li rende nitidissimi. Alcuni membri del clan, fuori dal ristorante, vengono aggrediti da estranei minacciosi. Allarmato, Claudio, il padre, parte a sua volta. Sale in macchina. Poi scompare. Il giorno dopo tutto sembra normale in casa, tutti sanno cosa aspettarsi. Non Chiara. Chiara non è ancora nel complotto, nella fiducia, nella complicità di quel mondo. Ha appena perso suo padre e non capisce perché.

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