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“Un’imboscata”: devastata, Coline Berry rompe il silenzio con un messaggio scioccante

Mentre veniva picchiata da Pascale Louange, la moglie di suo padre, Coline Berry ha finalmente parlato di questo orribile incidente in un lungo post sul suo account Instagram. La figlia di Richard Berry denuncia un “imboscata”.

È una svolta che non avrebbe potuto aspettarsi. Dopo aver presentato una denuncia contro suo padre, Richard Berry, con l’accusa di incesto durante la sua infanzia, Coline Berry alla fine si è ritrovata sul banco degli imputati. La ragione ? L’ex compagna dell’attore francese, Jeane Manson, ha risposto presentando a sua volta una denuncia per diffamazione. Questo processo, che si è svolto venerdì 1 aprile, si è svolto in un clima molto speciale.

Richard Berry e la sua nuova moglie erano chiaramente presenti e le persone ne parlavano. E soprattutto l’ultima: alla fine dell’udienza, Pascale Louange ha messo fuori combattimento Coline Berry. Un gesto che ha subito risposto all’avvocato della figlia di Richard Berry affermando che lui… “inaccettabile”. Ma l’autore dello schiaffo ha risposto semplicemente: “gli insulti sono violenza”. Mentre Coline Berry è stata giudicata colpevole di aver diffamato la sua ex suoceraha annunciato che avrebbe presentato ricorso. Ma non ha mai più menzionato il gesto di violenza fisica di cui era stata vittima. Almeno, fino ad oggi.

Coline Berry: “Questi metodi sono spregevoli!”

Perché venerdì prossimo, 15 aprile, Coline Berry ha finalmente rotto il silenzio. Abbattuta dalla decisione del tribunale, ha pubblicato un lungo post nella storia del suo account Instagram† Ecco qui : «27mila euro. Questa è la sanzione per aver osato rinunciare a ciò che ho subito nella mia carne. Questa è la sanzione del tribunale di Aurillac, dove ha sede l’ufficio dell’avvocato del denunciante, già difensore di Dieudonné. Per più di dieci ore ho subito le calunnie del clan organizzato attorno a mio padre nel tentativo di screditare la mia persona.mia madre e la famiglia che ho costruito”.

Lanciata, Coline Berry ha brandito tutto ciò che aveva in mente. “Non ci è stato risparmiato nulla: mitomania, alcolismo, follia, persino antisemitismo. È andato tutto bene per cercare di mettermi a tacere, fingere di essere qualcuno che non sa cosa sta dicendo e fare pressione su un’indagine penale in corso a Parigi† Si è addirittura deciso in serata di picchiarmi, in un agguato organizzato, per intimidirmi sicuramente, e questa volta fisicamente. Questi metodi sono spregevoli† Per ottenere giustizia, Coline Berry deve d’ora in poi essere masticata fino alla deliberazione del processo di suo padre.

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