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Champions League – Per Atlético-Manchester City: il salvataggio dell’Atlético passa per Griezmann

La scommessa è provata, portata all’estremo. Ed era perso. A poco a poco, come è stato solo negli ultimi venti minuti, un lampo brillante di Phil Foden e un cross di Kevin De Bruyne davanti al muro che l’Atlético Madrid aveva eretto per battere il Manchester City martedì scorso (1-0). Troppo dominati, a lungo solidi ma incapaci di resistere fino alla fine, i campioni di Spagna in carica avranno quindi un handicap da superare nella gara di ritorno, questo mercoledì al Wanda Metropolitano (21). Fortunatamente per lui, può contare su Antoine Griezmann.

Sicuramente all’andata era presente anche il nazionale francese. Ma limitato a un ruolo molto difensivo, non aveva – come al solito – intralciato il compito, essenzialmente dando la sua persona per arginare le onde di Mancun. Per quanto riguarda il numero di palloni toccati, sembrava così affamato (appena 7 nel primo periodo, di cui uno negli ultimi 30 metri dell’avversario) che gli era impossibile minacciare anche minimamente la porta di Ederson.

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Antoine Griezmann (Atletico Madrid) contro Ilkay Gundogan (Manchester City). / Champions League

Credito: Getty Images

C’è il Griezmann della Liga e quello della C1

Per sfruttare maggiormente le qualità del pallone azzurro ai piedi, l’Atléti dovrà quindi iniziare a tenere questo pallone più a lungo, investendo il più spesso possibile la metà campo degli Skyblues. Questa è una condizione essenziale e possiamo presumere che Diego Simeone ne sia consapevole. Quindi, e senza immaginare il controllo totale dei Colchoneros nel gioco, il trequartista in prestito dall’FC Barcelona potrà dare più spazio all’espressione del suo talento.

Perché ancor più di Joao Félix, così talentuoso ma ancora privo di riferimenti significativi a un tale livello, Griezmann sa essere decisivo nei grandi eventi. Troppo spesso è stato deludente nella Liga in questa stagione, lo scorso fine settimana ha pesato poco a Maiorca (1-0)? Forse. Quando, invece, si suona l’inno nazionale della Champions League, la situazione non è più la stessa. Il numero 7 della squadra francese è coinvolto nel 67% dei gol dell’Atlético in C1 nel 2021-2022 (4 gol, 2 assist). Questo è più di qualsiasi altro giocatore che partecipa ai quarti di questa edizione.

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Invertendo una situazione iniziata male, Grizou lo sa

Il 15 marzo, è stato uno dei suoi gloriosi cross a permettere a Renan Lodi di segnare e l’Atlético Manchester United ha dominato all’Old Trafford (0-1, 1-1 all’andata). Il quarto miglior marcatore tricolore nella storia della Champions League (29 gol, a pari merito con David Trézéguet) è anche un appuntamento fisso in queste partite spietate, in cui i Matelassiers sono spesso riusciti a tirarsi fuori dal gioco nonostante il loro status di outsider. Ricordiamo inevitabilmente il primo tempo di Monaco, nel 2016, in cui il francese portò la sua squadra in finale battendo di pochissimo Manuel Neuer (1-2, 0-1).

Si noti che il Bayern, che sembrava uno spaventapasseri, è stato poi allenato da… Pep Guardiola. E se andiamo più indietro nel tempo, notiamo che l’Atlético si è qualificato due volte dopo aver perso l’andata in trasferta. Lo possono testimoniare il Bayer Leverkusen, nel 2015 (0-1, 1-0, 4-2 tab) e il Barça, l’anno successivo (1-2, 2-0). Ogni volta che Grizou era in gioco. Respingendo una situazione iniziata male, sa come farlo. E se avrà la possibilità di ripetere una prestazione del genere questo mercoledì, di certo non se ne priverà.

Antoine Griezmann (Atletico)

Credito: Getty Images

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