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“È solo la realtà di questa squadra laggiù”

Da un estremo all’altro. Martedì sera Bourg-en-Bresse era in manifestazione a Gravelines, camminando sul BCM a Sportica (92-55). Quattro giorni dopo, i ruoli furono invertiti: sotto i nuovi fischi del loro pubblico, la JL tornò negli spogliatoi stordita dai colpi di Cholet (31-57 a riposo). “Allora si parlava solo di orgoglio, di un minimo di omaggio al club e alla maglia”, sussurra Laurent Legname, incapace di trovare le ragioni oggettive della debacle della sua squadra.

“Non so come questo lo spieghi. Se vedi cosa siamo stati in grado di fare tre giorni prima e cosa stiamo producendo stasera… Avevo chiesto la stessa concentrazione, lo stesso approccio che possiamo avere fuori, dove penso che siamo più concentrati e stare insieme Non c’è una spiegazione razionale per il nostro inizio del gioco Non è nemmeno a livello di basket è a livello di sforzo, durezza e intensità Cholet aveva quei valori, noi no. […] Quello che abbiamo prodotto nel primo tempo è stato terribile, irrispettoso nei confronti delle persone in sala, dei soci e di tutto il club. Non sono sbalordito dall’instabilità, ma non pensavo che sarebbe stato così grande. Ho pensato che ci sarebbe stato un minimo di dedizione, aggressività, voglia di fare le cose insieme, tutte queste basi gettate per un mese. Ovviamente abbiamo dimenticato tutto nel primo quarto. Non mi arrabbio, non serve. È solo la realtà di questa squadra laggiù. Dopo 28 gare e 18 EuroCup, conosciamo le qualità e gli errori di questa squadra. Abbiamo vissuto questi alti e bassi troppe volte dall’inizio della stagione. †

“Senza questi valori non possiamo vincere, non possiamo nemmeno esistere”

Sempre deragliato rapidamente dopo scorci di cose molto buone (due sconfitte di fila con il +34 a Dijon a gennaio, lo stesso questa settimana con la serie Gravelines – Cholet), JL Bourg non ha mai avuto il ritmo giusto, in questa stagione almeno in un pace stabile. Colpa di una squadra mal vestita fin dall’inizio, appesantita dagli attesi leader (CJ Harris, JaCorey Williams) che continuano a deludere. Che ne sarebbe stato dell’ex Béarnais a questo proposito senza la sua serie di tre colpi vincenti tra gennaio e febbraio? Salvatore di breve durata della JL, da allora ha riguadagnato un’impresa indegna del suo status di più grande stipendio della forza lavoro (1 punto su 0/4 contro i Metropolitans 92 lo scorso fine settimana, 3 minuti contro Cholet), con la scusa delle notti di sicuro probabilmente interrotta dalla recente nascita del suo primo figlio. Da evidenziare anche altre stagioni al di sotto delle aspettative (in particolare Axel Julien e Pierre Pelos). Colpa anche dell’infortunio di Eric Mika, e soprattutto della scelta di non fare un pivot per sostituirlo, mentre un riferimento come Alen Omic, ad esempio, ha fatto del suo meglio per tornare per tutto l’autunno, prima di essere ingaggiato dal Lubiana e trasformare il Cedevita Olimpia. L’errore, infine, con un matrimonio tra JL Bourg e Laurent Legname non è disperato, al punto che l’ex allenatore della JDA Dijon suscita ora alcune reazioni epidermiche tra le travi di Ékinox, con una manciata di fischi la scorsa settimana durante un impeto di rabbia contro Norris Cole o una forte ovazione per l’ingresso di Hugo Benitez di sabato, lanciato al 15′ dopo due partite trascorse in panchina. In effetti, ora de Varois sta quasi pronunciando un discorso con accenti fatalistici, quasi rassegnato, come se avesse perso ogni speranza di poter cambiare le cose. Come se avesse esaurito le leve da attivare per invertire la tendenza.

“Ho provato di tutto. Sono quasi arrivato al punto di rinnegare me stesso. Almeno ho cambiato molte cose con il mio staff. Non sei nell’intimità del gruppo tutti i giorni, quindi non puoi sapere tutto quello che sta succedendo, ma credo di aver provato tutto quello che era possibile individualmente e collettivamente con questa squadra. Abbiamo semplificato in attacco e anche in difesa. Non voglio solo negare i valori in cui credo: impegno, aggressività, intensità , difesa, combattimento. Questa è la prima cosa nello sport di squadra. Se non c’è, non possiamo vincere, non possiamo nemmeno esistere, sia in Betclic ELITE che in reparto. Non abbiamo tutto quello purtroppo. O solo poco. Tutto il resto l’abbiamo provato con il mio staff, ma ci sono quelle stagioni…”

Dopo quattro stagioni di progressione ininterrotta della JL dal suo ritorno nell’élite nel 2017, rischia di finire a zero a livello dei tre gol da titolare: un’eliminazione prematura dalla Coupe de France, un’uscita di strada del primo round di EuroCup e una visione sempre più fugace degli spareggi. “Non sono pazzo, so benissimo che sarà quasi impossibile vincere gli spareggi”, ammette Laurent Legname. “In ogni caso voglio provare a finire bene, dare tutto per il club. A questo proposito va anche notato che i dirigenti, presidente Julien Desbottes in carica, sono molto meno visibili e udibili che in certi anni quando tutto A cinque giorni dalla fine, JL Bourg può ancora relazionarsi con la matematica e la certezza che nulla è stato definitivamente perso nella corsa alla Top 8, con le sue due lunghezze in meno e la media favorevole del canestro di Le Mans. , sappiamo tutti di cosa siamo capaci”, osserva Maxime Roos. Ma proprio, in una stagione con alti e bassi altrettanto vertiginosi, questo predice soprattutto una forte reazione contro Roanne, una prestazione vincente contro il Chorale in tre giorni Un salto in avanti per i playoff e una stagione finalmente salvata, tanto meno.

A Bourg-en-Bresse,

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