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Gran Premio F1 Emilia-Romagna: Imola, cuore della Scuderia Ferrari, all’ombra di Monza

È una festa in casa per la Ferrari. Per l’Italia è un ritorno alla seconda casa. Questo fine settimana Imola ospiterà il quarto Gran Premio di un inizio di stagione francamente dominato dalla Scuderia. I legami tra il costruttore più potente del mondo e la rotta Emilia-Romagna sono stretti, storici e persino intimi. Paradossalmente, questo è uno dei motivi del successo di Charles Leclerc o Carlos Sainz, domenica, non avrebbe le stesse dimensioni di una vittoria rossa a Monza, la cui grandezza ha sempre eclissato lo scenario della metropoli bolognese. Comunque.

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A parte Fiorano, la pista di prova della Casa italiana, nessun altro circuito al mondo è così immerso nella storia della Ferrari. †C’è un legame molto forteconferma Marco Panieri, sindaco di Imola. Il circuito porta il nome di Enzo Ferrari, il suo ideatore, e di suo figlio Dino. La nostra città e la Scuderia sono legate dalla loro storia comune, dai ricordi, ma anche dall’intero contesto territoriale.Meno di 100 chilometri separano il percorso da Maranello, roccaforte del Cavallino Rampante.

Imola, Scuderia DNA

All’epoca Enzo Ferrari, appassionato di prestazioni, voleva trasformare il circuito locale in un “piccolo Nürburgring”, estremamente impegnativo per le macchine ei loro piloti. Considerato a lungo pericoloso e lento nell’ammodernamento, il circuito non compare nel calendario del Mondiale fino al 1980, approfittando del ritiro di Monza, allora in costruzione, e dell’influenza del Commendatore.

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Monza è una canzone antiquata che sottolinea i confini di un vecchio progettoha spiegato Mauro Forghieri. a partire daluno dei più grandi ingegneri della Scuderia. Mentre Imola offre agli spettatori la visione di tratti più lunghi di un percorso molto bello e impegnativo nel cuore della Romagna“Imola è quindi imbevuta del DNA della Ferrari”.E la F1 è nel DNA della popolazioneaggiunge Marco Panieri. Se vieni da Imola, questo circuito è una parte di te ed è qualcosa che si tramanda di generazione in generazione. Ognuno ha amici o familiari che hanno lavorato direttamente o indirettamente con la pista. Questo vale per l’intera città

Monza e Imola, passato e passato

Nella tradizione Ferrari, Imola è sempre stata il luogo di incontro con il popolo Ferrari”, ha sintetizzato Jean Alesi, già titolare della Scuderia per la Corriere della Sera† Prima di provare una metafora calcistica: “Imola è la Curva Sud. Monza è la Curva settentrionaleTuttavia Monza ha il privilegio dell’età e il monopolio dei grandi momenti. In calendario sin dalla sua nascita nel 1950, raramente assente da allora, il Tempio della Velocità è stato sia la culla della prima vittoria in assoluto della Scuderia nell’ambito della Coppa del Mondo sia una boccata d’aria fresca nei periodi più dolorosi, nel 1988 con il miracoloso successo di Gerhard Berger, fino al 2019 con l’ordinazione sacerdotale di Charles Leclerc.

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Il circuito di Imola è stato particolarmente segnato da tragici eventi. Prima per la Ferrari: nel 1982 Gilles Villeneuve, il più grande idolo della Scuderia, si è sentito tradito lì dal compagno di squadra Didier Pironi, due settimane prima di morire a Zolder. Anche per la Formula 1 nel suo insieme: nel buio weekend del 1994 si parla delle sparizioni di Roland Ratzenberger e del mitico Ayrton Senna. Questi eventi, che hanno alimentato una grande consapevolezza della sicurezza, porteranno progressivamente alla perdita di Imola, considerata obsoleta e non più all’altezza dei nuovi standard, nel 2006.

Intanto Imola non potrebbe mai uscire dall’ombra di Monza, dal suo peso storico… e politico. Bernie Ecclestone, l’ex big moneymaker della F1, lo vedeva come un luogo in grado di attrarre un pubblico più ampio e soprattutto più internazionale, grazie alla sua vicinanza alla città altamente turistica di Milano, distante una ventina di chilometri. Questo non gli ha impedito di chiedere somme colossali agli organizzatori alla fine del suo regno per mantenere la sua presenza in pista.

Dalle tensioni alla convivenza

Nel 2016 Imola aveva addirittura provato, su istigazione dell’ex sindaco della città, ad approfittare di questa situazione di tensione per tornare in calendario ed ereditare il nome di “Gran Premio d’Italia”, che agli occhi dello sponsor. Così più economico. Ma il governo italiano aveva approvato leggi a favore di Monza. E, infine, è stata la pandemia che ha permesso a Imola di tornare in campo.

Non c’è mai stato un conflitto con Monzaassicura il sindaco di Imola, Marco Panieri. È importante giocare insieme. Voglio davvero che andiamo di pari passo, perché questa è una grande opportunità per noi e per l’intero Paese, che ha bisogno di ricominciare da capo dopo la crisi del Covid-19.“La convivenza è di nuovo possibile: Monza sarà in calendario almeno fino al 2025. Proprio come Imola.

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E con Stefano Domenicali, nato a pochi chilometri da quest’ultimo circuito, alla guida della Formula 1, i due Gran Premi hanno meno di cui preoccuparsi. E peccato se in Emilia-Romagna la passione è un po’ meno contagiosa che nelle periferie milanesi. †C’è un’eccitazione incredibile quiè soddisfatto il sindaco della città. Sembra di essere tornati negli anni 80 o 90. C’è interesse nel vedere queste nuove monoposto su una pista “vecchia scuola”. Tutta la città aspetta questo evento. C’è un’atmosfera eccezionale per tutto il fine settimana. Rischiamo di vedere i tifosi appesi agli alberi a guardare la gara (ride). E non possiamo escludere un’invasione della pista dopo la gara!

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